Ottobre a Oria: 90 cloni identificati, Prologo 2024 e Monastero 2023 imbottigliati e nuova COO di Oria
Un mese di ricerca, nuove storie enologiche e decisioni che costruiscono la nostra eredità.
Ci sono mesi che si misurano per ciò che si celebra e mesi che si misurano per ciò che si decide. A Oria, ottobre è stato un mese di lavoro paziente: ricerca nel vigneto, storie enologiche che prendono forma e decisioni che, in silenzio, preparano il cammino degli anni a venire. Questo è il primo numero di Oria Journal, l'archivio vivo della nostra evoluzione.
90 modi per comprendere il Sangiovese
Durante ottobre, Jacopo Fanciulli, membro del Comitato Scientifico di Oria, ha completato un lavoro di oltre un anno dedicato a documentare e sistematizzare le caratteristiche di 90 cloni di Sangiovese. La ricerca, preparata in italiano, spagnolo e inglese, rappresenta un avanzamento significativo per comprendere la diversità genetica del vitigno più emblematico della Toscana.
Lo studio si inserisce nella visione scientifica di Oria e nel suo progetto di ricerca e coltivazione di diversi cloni di Sangiovese. In parallelo, si sta studiando il recupero di materiale vegetale di Strinto Porcino, una varietà storicamente legata alle origini del Sangiovese. Si tratta di una ricerca in corso, non di un impianto già realizzato.
«Non vogliamo soltanto coltivare il Sangiovese. Vogliamo comprenderlo.»
Prologo e Monastero: due vini, due storie
Durante ottobre è stato completato l'imbottigliamento di due vini di Oria e si è lavorato alle loro etichette e presentazioni commerciali.
Prologo 2024 è l'espressione del Sangiovese che ha dato origine al progetto Oria. Questo mese è stato imbottigliato e la sua retroetichetta è stata aggiornata, comprese le informazioni destinate al mercato argentino.
Monastero 2023, anch'esso imbottigliato questo mese, è un Grande Uvaggio Toscano legato alla storia dell'antico vigneto accanto al monastero. La sua composizione dichiarata è:
«Due vini. Due espressioni della Toscana. Una stessa filosofia.»
Una nuova tappa per Oria
Durante ottobre, Romina Amato è entrata a far parte di Oria come Chief Operating Officer. La accogliamo con gioia.
Il suo ingresso fa parte del rafforzamento della struttura gestionale del progetto, orientata a migliorare il coordinamento operativo e ad accompagnare lo sviluppo delle sue diverse attività.
«I grandi progetti crescono anche attraverso le persone che li rendono possibili.»
Oltre il vino
Oria continua a sviluppare un'esperienza mediterranea che integra vino, olio d'oliva e aceto balsamico.
L'olio d'oliva Oria è legato al lavoro del rinomato produttore toscano Giorgio Franci. Il balsamico Oria nasce insieme ad Andrea Severi, recuperando il valore del tempo, della tradizione e della maturazione in botti di legno. Durante ottobre è proseguito lo sviluppo commerciale e comunicativo di entrambi i prodotti.
«Il vino esprime una vendemmia. L'olivo attraversa generazioni. Il balsamico trasforma il tempo in patrimonio.»
Il tempo come alleato
Ottobre è stato un mese di lavoro meno visibile, ma essenziale. Mentre la terra segue il suo ciclo naturale, Oria avanza nella ricerca, nell'organizzazione, nel disegno dei prodotti e nella preparazione delle sue prossime tappe. La visione di lungo periodo integra scienza, natura, comunità e patrimonio.
Ci sono mesi che si ricordano per le loro celebrazioni. Altri, per le decisioni silenziose che rendono possibile il futuro. Ottobre è stato uno di questi mesi. Perché Oria non si misura soltanto per ciò che produce oggi, ma anche per ciò che stiamo costruendo per le prossime generazioni.
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